FLC CGIL Scuola, con lo sciopero del 10 dicembre abbiamo scelto di non accontentarci.

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FLC CGIL Scuola, con lo sciopero del 10 dicembre abbiamo scelto di non accontentarci.

Scuola: con lo sciopero del 10 dicembre abbiamo scelto di non
accontentarci

Lo sciopero generale del 16 dicembre

è in ideale continuità con lo stato di agitazione proclamato per
tutti i settori della conoscenza, a cominciare dallo sciopero del 10
dicembre nel settore della scuola statale. (La scuola avendo
effettuato lo sciopero il 10 dicembre, nel rispetto della legge 146/90
non può aderire allo sciopero generale).

Scuola: grazie ai 100 mila lavoratori che hanno fatto sentire la loro
voce con lo sciopero

Il 16 dicembre aderiranno alla mobilitazione l'università, la
ricerca, l'AFAM e i settori privati della conoscenza, ma chiediamo
anche alle lavoratrici e lavoratori della scuola liberi da impegni di
lavoro di partecipare alle manifestazioni interregionali.

La nostra mobilitazione continua perché non consideriamo lo sciopero
un fine in sé ma lo strumento democratico e partecipato per far
aumentare il peso della rappresentanza dei lavoratori che anche questo
governo vuole ridurre a un ruolo ancillare.

Rispediamo decisamente al mittente la retorica dei sindacalisti seri
che lavorano ai tavoli e di quelli “cattivi” e irresponsabili che
scioperano e non cercano le soluzioni. Irresponsabile è chi ha smesso
di crederci.

Ai tavoli tecnici abbiamo partecipato fino al giorno in cui abbiamo
dichiarato lo stato di agitazione, e sappiamo benissimo quanto fossero
inconcludenti e privi di contenuti, e proprio per questo abbiamo
deciso di disertarli. Una scelta inevitabile, con la quale, abbiamo
voluto lanciare un primo segnale contro il persistente disinvestimento
nell'istruzione che è ormai la scelta di quasi tutti i governi degli
ultimi vent'anni.

Chi parla di massimalismo non conosce il significato del termine o ha
dismesso i panni del sindacalista. Scioperare è normale pratica
democratica per qualunque sindacato, tranne evidentemente per uno, e
solo rispetto al governo Draghi.

E invitare i lavoratori a stare zitti e buoni perché c'è chi ci
pensa, ci sembra non solo paternalistico, ma assolutamente perdente.
Perché tutto quello che arriverà dalla legge di bilancio sarà il
risultato di chi ha deciso di dire no alle prese in giro di un governo
che dopo aver firmato un Patto per il rilancio della Scuola lo ha
disatteso sistematicamente su ogni punto. E se quello che otterremo
sarà tanto sarà un grande risultato, ma se sarà poco bisognerà
rilanciare. C'è chi si accontenta, noi no. Non è questo il momento
storico. Questo è il tempo della partecipazione ed è il tempo di far
cambiare strada al nostro Paese a partire dalla scuola.